Pubblicato da: Maria Abbate su: 30 gennaio 2012
Non è un flashmob, e non è neanche una geniale trovata promozionale del Teatro Massimo di Palermo. E’ una protesta. I ballerini del corpo di ballo del Teatro Massimo di Palermo, si ritrovano a danzare per strada perché non hanno un contratto.
Non entro nel dettaglio, perché non sono sufficientemente informata, magari se qualcuno di loro vorrà commentare per darci maggiori informazioni, sarà il benvenuto, ma da semplice cittadina di Palermo, una città che odio e amo, mi fa male vedere una cosa del genere. Sfido a vedersi a Milano, davanti La Scala, una scena così.
Si certo, c’è tanta gente che a Palermo non ha lavoro, anch’io sono una precaria da 4 euro l’ora, ma quello che fa male, è vedere che a Palermo non importa niente a nessuno dell’arte e della bellezza. E a Palermo nessuno capisce che arte e cultura sono uguali ad economia e progresso.
Sabato sera sono stata a vedere questa scena (che riporto da youtube) e da sabato sera cerco le parole giuste per questo post, ma alla fine, sono talmente tante le cose da dire, che le parole che davvero si sprecano. E allora ho deciso di far parlare da sè la protesta di queste persone, che utilizzano come mezzo la loro arte. E credo che questo gli conferisca una dignità e una bellezza ineguagliabile.
Anzi una cosa sola voglio scriverla, quando mi sono ritrovata a parlare con una delle danzatrici, che conosco personalmente, le ho detto che forse il pubblico del teatro dovrebbe rifiutarsi di entrare, e lei mi ha risposto: a noi va bene, perché noi non vogliamo che non lavori il nostro teatro.
Bisognerebbe che i ballerini buttassero fuori con tutte le poltrone “en plan air” i capoccioni che si sono mangiati ogni anno milioni di euro con stipendi paragonabili a quelli dei deputati regionali e bisognerebbe che scenografi e direttori di scena restituissero a questi ballerini i centinaia di migliaia di quattrini che negli anni si sono intascati per scenografie, magari anche, rimasti solo sulla carta, mentre l’arte… scaldava i muscoli attaccata ad un’asta!
Ci stanno distruggendo il futuro ormai da tempo!!!
Complimenti ai ballerini!! Credo sia la cosa più giusta!!
Grazie di cuore per averci dato voce attraverso il vostro spazio!
Sono Romina Leone,una delle danzatrici,diretta interessata e coinvolta in questa,purtroppo,triste situazione.Siamo un gruppo di ragazzi precari, facenti parte da più di dieci anni,di questo corpo di ballo,a nostro avviso ridotto all’estinzione.Di 31 elementi della pianta organica,ne sono rimasti,ahimè,solamente 6 e nel giro di tutti questi anni,nessuno è stato reintegrato!!!Noi chiediamo solamente l’applicazione della legge che prevede,a partire dal gennaio del 2012,per tutti quei teatri con il bilancio in pareggio,il reintegro del personale per tutte quelle piante organiche scoperte ma se questo non fosse possibile,dato il forte momento di crisi nazionale,di poter aver garantita una maggiore continuità lavorativa!
Speriamo fortemente in un possibile tavolo di trattative tra la direzione e noi,lavoratori del teatro,affinché si possa trovare finalmente un valido punto d’incontro per entrambe le parti!!!
grazie
questi ballerini anche se danzavano EN PLAIN AIR mi hanno fatto sentire il “Teatro”.
solo un pò di volontà ai capoccioni
resistete ve lo dice una che è stata prima licenziata, poi precaria per 4 anni poi tornata nella normalità lavorativa
30 gennaio 2012 a 22:35
Originale e interessante